Colori, emozioni e storie: Dipingiamo il mondo con la fantasia” – Progetto finanziato da Trenta Ore per la vita.
Il progetto “Colori, emozioni e storie: Dipingiamo il mondo con la fantasia”, che ha accompagnato l’associazione per tutto il mese di maggio 2026, non è stato semplicemente un laboratorio di pittura, ma un vero e proprio viaggio dentro il mondo interiore di bambini e ragazzi. L’obiettivo era aiutarli a tirar fuori, a capire, a disegnare e a colorare quello che provano nel profondo. Questo cammino così delicato non sarebbe stato possibile senza la collaborazione e il sostegno dell’Associazione Trenta ore per la vita. Questo aiuto all’Associazione Alda e Sergio per i bambini è andato ben oltre una semplice donazione in quanto sono stati forniti con grandissima generosità tutti i materiali per la realizzazione del progetto. Di fatto, Trenta ore per la vita è stata la vera spinta che ha permesso di concretizzare un’idea in una realtà concreta, dando voce ai sentimenti dei più piccoli e permettendo di accogliere ogni singola emozione.
Tutto è iniziato con dei laboratori, dove i ragazzi hanno cominciato a guardarsi dentro per dare una forma e un colore alle proprie paure, ai piccoli dispiaceri e alle speranze. Il tutto è poi culminato il 14 maggio con una giornata significativa che ha visto presso la sede dell’associazione la realizzazione di una mostra immersiva. In questa occasione le famiglie dei bambini sono venute a vedere i capolavori realizzati dai propri figli ed è stato un pomeriggio denso di emozioni, in cui i genitori hanno potuto osservare il loro vissuto interiore, condividere con orgoglio i loro progressi, lasciandosi trasportare dalla genuinità delle emozioni espresse sulle tele. Il percorso è stato diviso in tre grandi tappe: la prima tappa è stata un viaggio nell’anima, uno spazio dedicato ai sogni, ai pensieri più intimi e agli affetti di tutti i giorni, visti come uno scudo per proteggersi e per superare i momenti più bui. Il percorso è poi proseguito nella seconda tappa, dove le tele realizzate rispettavano sentimenti di riflessione, contrasti e malinconia; qui i bambini hanno dato forma ai propri “non-detti”, hanno parlato del senso di vuoto e della solitudine, ma hanno anche cercato la forza e la pazienza di aspettare che passi la tempesta. Infine, la terza tappa è stata un inno alla pace e alla gioia ritrovata, un posto dove far cadere le maschere per riscoprire la bellezza della natura, la spensieratezza e il senso di essere come fratelli. Per aiutarli a sbloccarsi, l’arte è stata unita alla musica dal vivo dove il suono del flauto traverso e della tastiera hanno fatto da guida alle mani dei piccoli artisti, sciogliendo la timidezza iniziale e trasformando i silenzi in un modo tutto nuovo di comunicare. Il momento più bello di questa giornata si è vissuto quando i bambini hanno dipinto insieme due grandi tele usando i colori a cera, i
pennarelli, i collage con i disegni ritagliati, il tutto muovendosi liberi attorno al tavolo. Proprio questo contesto ha permesso loro di capire quanto sia bello passare dal tenersi dentro le proprie emozioni, al condividerle con gli altri.
Questo grande racconto di emozioni è diventato poi un’ulteriore mostra all’interno dei corridoi delle scuole primarie “E. Codignola” e “L. Illuminati” di Pescara, rispettivamente il 26 e il 28 maggio. Appena entrati, i bambini sono stati accolti dalle note del flauto, permettendo loro di entrare subito in sintonia con l’atmosfera. I bambini sono stati stimolati da domande semplici per favorire il dialogo e l’espressione delle loro percezioni. L’entusiasmo è stato travolgente poichè le mani si alzavano di continuo e i bambini facevano a gara per raccontare alle volontarie e ai loro stessi compagni cosa provavano guardando i dipinti, interpretando l’arte come uno specchio di sé stessi. Ognuno di loro ha poi ricevuto un foglietto per scrivere una preferenza motivata sulle opere osservate, un modo semplice ma importante per farli riflettere. L’ultima mostra si è conclusa con un canto collettivo, una merenda in giardino e tanti sorrisi, lasciando a tutti un bellissimo ricordo di unione.
Il bilancio finale di questa avventura è positivo sotto ogni punto di vista, perché è stata realizzata la cosa più importante, ovvero insegnare ai bambini che le emozioni, anche quelle più difficili o tristi come la malinconia e la paura del vuoto, non vanno mai cacciate via, ma possono essere accolte e trasformate in qualcosa di bello da condividere. Grazie a questo progetto è stato possibile dare una risposta vera e piena d’amore ai bisogni emotivi dei bambini, tracciando un bellissimo percorso.








