Il progetto “L’amaca solidale”

Il lockdown nella perdurante situazione pandemica, oltre a comportare la paura del rischio del contagio, ha contribuito e contribuisce ad aumentare le difficoltà socio economiche di molte famiglie.

Questo insieme di fattori, se non arginato, rischia di escludere molti minori dal tessuto sociale, e di favorirne il senso di solitudine, la dipendenza dai social e le difficoltà scolastiche.

Il progetto “L’amaca solidale” nasce dall’idea di portare SOSTEGNO EMOTIVO, SOCIALE E PSICOLOGICO, volto a prevenire il rischio di marginalità, alle famiglie con minori che vivono significative difficoltà socio economiche, e una più marcata difficoltà ad uscire dalla solitudine e dalla dipendenza dai social.

PROGETTO PRIMA: SUPPORTO PSICOLOGICO PER I GENITORI

In collaborazione con la Caritas diocesana di Pescara, ha preso avvio il progetto “Prima” con il quale offriamo supporto psicologico a tutti quei genitori con disagio sociale e bisognosi di avere un confronto con un esperto su come gestire al meglio il proprio bambino/i. Daranno, così, al proprio bambino/i, la possibilità di crescere in un ambiente confortevole e gentile.

Rischio suicidio in gravidanza e nel post partum. In Italia fenomeno raro ma comunque preoccupante

«Uno dei fattori più importanti nello sviluppo di sintomi di depressione perinatale è il non poter contare su amici e famiglia o su un supporto psicologico. Al contrario, la presenza di una rete sociale di supporto risulta invece essere anche in questa fase particolare della vita un fattore protettivo»

FONTE:   http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=86742

Progetti dell’associazione nelle scuole

Abbiamo presentato i seguenti progetti nel territorio della provincia di Pescara

1. LA CLASSE COME SPECCHIO (attività di gruppo)

Obiettivo: rendere consapevole l’alunno delle sue risorse, dei suoi punti deboli, dell’importanza del gruppo e dell’amicizia. Rendere l’alunno in grado di conoscersi meglio.

2. L’OSSERVAZIONE EMOTIVA E COGNITIVA IN CLASSE

Obiettivo: aiutare le insegnanti a gestire meglio le problematiche lamentate all’interno della classe di riferimento.

3. L’ANGOLO DEL RACCONTO 

Obiettivo: comunicare, esprimere emozioni, raccontare, inventare storie ed esprimerle attraverso la drammatizzazione e il disegno. Usare la lingua italiana, arricchendo e migliorando il proprio lessico.

4. SPORTELLO D’ASCOLTO

Obiettivo: migliorare la qualità della vita degli studenti, degli insegnanti e dei genitori, favorendo benessere, successo e piacere nella scuola (e non solo) e promuovendo quelle capacità relazionali che portano ad una comunicazione assertiva e collaborativa.

5. GRUPPO DI SUPPORTO PER LA GESTIONE DELLO STRESS E DEL BURNOUT

Obiettivo: migliorare il benessere dei lavoratori, incidendo sui fattori soggettivi che entrano in campo nel fronteggiare le situazioni stressanti.

SCUOLE ALLE QUALI CI SIAMO RIVOLTE E CHE HANNO ADERITO

  1. ISTITUTO COMPRENSIVO 6 – Pescara : abbiamo proposto il progetto “La classe come specchio”.  Il progetto è stato portato avanti per 7 incontri (su 11) con grande successo, dato il visibile miglioramento del comportamento dei ragazzi e la più semplice gestione del gruppo classe da parte delle insegnanti. Vi è anche stata la proposta (non ufficiale ma solo per una questione temporale) di estendere lo stesso progetto ad altre classi, e la proposta di aprire uno sportello d’ascolto (anch’essa ufficiosa).
  2. ISTITUTO COMPRENSIVO 5 – Pescara: è stato richiesto il progetto “Gruppo di supporto per la gestione dello stress e del burnout” (in attesa di riapertura scolastica)
  3. ISTITUTO COMPRENSIVO I. SILONE – Montesilvano: è stato richiesto il progetto “Sportello d’ascolto” e “L’angolo del racconto”. In stand-by.
  4. ISTITUTO COMPRENSIVO RODARI – Cappelle sul Tavo: abbiamo fatto l’incontro con il dirigente ed eravamo in attesa di un suo feedback.

Poi abbiamo presentato gli stessi progetti anche all’istituto comprensivo di Città Sant’Angelo che, per questo anno scolastico, non sono stati approvati.

La psicologa ed il COVID-19


SVOLGIMENTO DELL’ ATTIVITÀ PSICOLOGICA IN TEMPO DI COVID-19


In generale, l’attività professionale psicologica (“comprovate esigenze lavorative e di salute”), da DPCM 9 marzo 2020, 11 marzo 2020 e 22 marzo 2020 può continuare a svolgersi; previo ovviamente il più rigoroso rispetto delle misure igienico-preventive del Ministero della salute.

Il principio di fondo, che ciascuno è tenuto a rispettare attentamente, è sempre quello di minimizzare il più possibile tutte le attività in presenza, per rinviarle o sostituirle ogni qual volta sia praticabile con altre modalità di interazione (videochiamate, consulenze telefoniche, smart working, etc.). Questo anche al fine di ridurre al massimo la mobilità evitabile dei pazienti e dei professionisti.

A tal proposito abbiamo, dunque, ritenuto opportuno, rinviare gli appuntamenti in presenza con soggetti in età evolutiva che non presentino carattere di necessità, o svolgerli laddove possibile (pur nella consapevolezza della difficoltà relativa) a distanza.

Abbiamo anche ritenuto utile rinviare a data da destinarsi incontri con famiglie, incontri con genitori, attività di gruppo, meeting, supervisioni collettive e formazioni che sono in sostanziale contrasto, per le loro modalità attuative, con le regole di social distancing del DPCM 8 marzo.

Le stesse, però, là dove necessario, possono essere sostituite pro tempore da forme di supervisione/intervisione o incontro di gruppo in modalità telematica.